Rieti, 19 settembre 2026

Incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il FIAT G.46, uno dei velivoli più rappresentativi della tradizione aeronautica italiana del dopoguerra, è stato ufficialmente presentato alla stampa in un evento dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico e tecnologico nazionale, il 19 settembre sull’aeroporto di Rieti, alla presenza anche di un folto numero di Pionieri accompagnati dal Presidente Gen. S.A. Settimo Caputo.

Progettato per la formazione dei piloti militari, il FIAT G.46 rappresenta un passaggio fondamentale nella storia dell’industria aeronautica italiana, distinguendosi per equilibrio progettuale, affidabilità e cura costruttiva. Un aeroplano che ha contribuito in modo significativo alla preparazione di intere generazioni di aviatori.

La presentazione al pubblico ha offerto l’occasione di riscoprire il valore storico del G.46, non solo come mezzo di addestramento ma come espressione concreta della capacità progettuale italiana in un periodo di grande trasformazione tecnologica e industriale. Il velivolo diventa così testimone di un’epoca in cui ricerca, competenza tecnica e visione industriale hanno permesso all’Italia di affermarsi nel panorama aeronautico internazionale.

Durante l’evento, gli intervenuti hanno avuto modo di osservare da vicino il FIAT G.46, approfondirne la storia, il contesto di sviluppo e il ruolo svolto all’interno delle scuole di volo militari. Un racconto che unisce tecnologia, cultura e memoria, restituendo al pubblico una pagina importante della nostra storia aeronautica.

La presentazione del FIAT G.46 è stata inoltre   un momento di riflessione sull’importanza della conservazione e valorizzazione dei beni storici aeronautici, patrimonio culturale e tecnico di inestimabile valore, capace ancora oggi di ispirare passione, studio e innovazione.

È stato presentato alla stampa, alle Autorità e agli appassionati il Fiat G.46 MM 52792, raro esemplare di addestratore dell’Aeronautica Militare italiana, riportato in condizioni di volo dopo un lavoro di recupero e restauro durato dieci anni.

 

Il recupero del Fiat G.46 MM 52792 è stato avviato e seguito direttamente da Luigi Aldini con il supporto dei figli Davide e Marco e il contributo della moglie Gemma con un obiettivo preciso:
non realizzare un restauro statico, ma riportare in volo un aeroplano storico nel pieno rispetto della sua identità tecnica e progettuale.

Il lavoro, durato dieci anni, ha richiesto:

  • ricerche storiche e documentali approfondite
  • recupero di disegni e manuali originali
  • interventi strutturali condotti secondo criteri conservativi
  • revisione completa degli impianti e installazione di un motore nuovo.
  • vigilanza continua da parte delle autorità aeronautiche competenti Enac e CAP.

Il risultato finale è un G.46 che non “sembra” d’epoca, ma lo è, nel carattere, negli equilibri e nelle sensazioni di volo.

UN AEREO CHE TORNA A VOLARE

Oggi il Fiat G.46 MM 52792 si presenta al pubblico non come oggetto statico, ma come macchina viva, capace di raccontare una pagina fondamentale della storia aeronautica italiana attraverso il volo.

Il suo ritorno in aria dimostra come competenza tecnica, passione e rigore storico possano trasformare un restauro in un atto culturale e fare rivivere la storia.